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| LA
CHIESA PARROCCHIALE |
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La chiesa parrocchiale,
dedicata a San Giovanni Battista ed alla Vergine
Maria, troneggia, nelle sue linee barocche, al
centro dell’abitato di Moretta.
L’armonioso progetto dell’edificio
si deve, molto probabilmente, alla mano dell’Ingegner
Carlo Gerolamo Re, attivo nell’area della
piana saluzzese nel primo quarto del XVIII secolo,
epoca alla quale buona parte degli studiosi fa
risalire la costruzione della chiesa.
Perfettamente compiuta nelle sue linee basilari
già nel 1717, la parrocchia non cambierà
più aspetto nei secoli seguenti.
L’opera, che nelle sue linee richiama alcuni
lavori del Vittone, connvoglia armonicamente lo
sguardo del fedele verso l’altare maggiore,
in ciò proponendosi come un vero e proprio
modello ecclesiale. Il dipinto più antico
esitente nella parrocchia è certamente
la tela della Madonna delle Grazie, risalente
al primissimo settecento, collocata nel primo
altare a sinistra dell’ingresso ed incastonata
all’interno di un pregevole trionfo ligneo.
Si tratta di una copia di ottima fattura della
celebrata Madonna del Popolo, dipinta nella seconda
metà del Cinquecento |
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| dal
pittore olandese Giovanni Kraeck, anticamente
esposta alla venerazione dei fedeli nella parrocchia
di San Pietro del gallo a Torino.
Dietro l’altar maggiore è visibile
una grande pala di scuola saviglianese, databile
al primo quarto del XVIII secolo e raffigurante
il Battesimo di Cristo ad opera di San Giovanni.
Lungo le pareti
laterali della Chiesa sono disposti sette grandi
dipinti che illustrano episodi della vita di
Cristo: la Visitazione: il Sogno di San Giuseppe;
l’Adorazione dei pastori; l’Adorazione
dei Magi; la Presentazione di Gesù al
Tempio; Cristo nell’orto del Getsemani;
la Flagellazione di Gesù.
Degni di menzione sono, infine, il grande Crocefisso
con le anime purganti, collocato nella cappella
del Suffragio; |
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il dipinto raffigurante
la Vergine del Rosario ed altri santi, di scuola
piemontese; (prima metà del XIX secolo)
e le tele, anch’essa ottocentesche, dedicate,
rispettivamente all’Angelo Custode con Sant’Antonio
Abate e San Luigi Gonzaga ed a Santa Elisabetta
d’Ungheria insieme a Sant’Anna, (opera
del Borri). Passando alla descrizione delle volte
della chesa parrocchiale, esse sono adornate da
un grandioso ciclo di affreschi dipinto da Costantino
Sereno nel 1877.
Il pittore, con consumata abilità tecnica
e coloristica, pone al centro dell’affresco
il Trionfo della religione cristiana, con intorno
i Vangeli, i Comandamenti e le Virtù teologali;
ai piedi della visione della Chiesa trionfante,
l’umanintà in parte si protende verso
il cielo ed in parte lo rifiuta preferendovi il
peccato.
Nelle vele spiccano raffigurazioni dell’Assunzione
e dell’Immacolata; a corona di queste scene
sono raffigurati sei medaglioni con i quattro
Evangelisti ed i Santi Pietro e Paolo. A chiusura
dell’insieme, un affresco semicircolare
raffigura il Battista e la sua predicazione. |
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